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Il top cucina, o piano di lavoro, costituisce la parte più alta della cucina – da qui il nome “top” – ed è uno dei componenti fondamentali di ogni cucina. Scegliere quale piano acquistare quando si progetta una cucina è una questione per nulla banale e che non va presa con leggerezza. Essendo un elemento posto in primissimo piano, deve rispondere a diversi requisiti estetici e funzionali.

Negli ultimi anni il top ha acquisito una maggiore importanza ed è diventato una delle primissime cose che ci saltano all’occhio quando guardiamo una cucina. L’attenzione per il design e per il finish dei materiali ora non è più secondo all’aspetto meramente strutturale, e anzi va di pari passo.

In questo breve articolo proveremo a offrire una panoramica sui principali piani di lavoro e sui principali punti di forza.

 

Forme e profili

Il top deve adattarsi alla cucina e prima ancora alla stanza, rispecchiare l’arredo generale o il concept dell’ambiente. Hanno una loro specifica importanza i bordi del piano e il finish delle superfici, da scegliere lucide o opache, o del colore più adatto, perché i profili siano in armonia con gli altri mobili. Ad esempio, in una casa con dei bambini è consigliabile adottare dei bordi arrotondati, onde evitare spiacevoli incidenti con gli spigoli.

O ancora, una volta tagliato il piano, è essenziale applicare delle bande sui profili coerenti, cromaticamente e nello stile, al resto della cucina. In alternativa, si può pensare di mettere in evidenza il top scegliendo un colore o un finish completamente diverso dal resto della cucina per creare il giusto contrasto.

 

Materiali e resistenza

Un altro elemento fondamentale per la scelta è la qualità del materiale. Sappiamo che i piani di lavoro sono particolarmente sensibili all’usura per via dell’utilizzo frequente e con utensili aggressivi sulle superfici.

Tra le componenti da tenere in considerazione vi sono, infatti, la resistenza agli urti e ai graffi, come anche al calore, e l’idrorepellenza.

La questione relativa alla costituzione del top influisce anche sul tipo di manutenzione che dovrà ricevere.

Legno e acciaio

Il legno è un materiale naturale, utilizzato solitamente per dare calore ad alcune zone della cucina, come ad esempio le penisole o le aree snack, o le superfici adibite a tagliere.

L’acciaio è invece un grande classico: il piano di lavoro per antonomasia. Materiale d’eccellenza per nelle cucine professionali, perché molto igienico e non poroso proprio come il vetro. Inoltre, è particolarmente facile da pulire a fondo e senza fatica, oltre che resistente al calore.

Top da cucina laminato

Il top da cucina laminato è un piano in materiale sintetico con diversi finish, che risponde a un gran numero di esigenze proprio per la sua capacità idrorepellente. Non assorbe infatti l’acqua ed è inoltre facile da smacchiare, oltre che resistente agli urti. Insomma, è perfetto per chi ama i finish semplici e punta tutto sulla performance dei materiali.

Il laminato unicolor, che ha la particolarità di avere la stessa trama anche nello spessore, ne è l’esempio più classico. Gli strati superficiali e quelli interni, come anche i bordi del pannello in fibra di legno sono infatti tutti dalla stessa finitura, che a volte riprende proprio la trama del legno o della pietra.

Una variante interessante è il laminato HPL, una tipologia più tipicamente decorativa costituita da numerosi strati di carta Kraft impregnati con resine termoindurenti.

Gli strati vengono inoltre compattati con carta decorativa e rivestimento protettivo attraverso l’azione combinata di calore. Questa tipologia di top è estremamente impermeabile, resistente agli oli e alle alte temperature, per una resa al massimo delle potenzialità senza rinunciare a un finish di classe.

 

Top da cucina in quarzo

Questo piano di lavoro è una valida alternativa. Si tratta di un top costituito per oltre il 94% da quarzo naturale, che lo rende straordinariamente duro e resistente. Stiamo parlando di una superficie eccellente non solo per piani cucina ma anche per bagni, pavimenti, rivestimenti a parete, e prevede il minimo impiego di fughe.

A compensare la resistenza all’abrasione e l’igienicità della superficie liscia e non porosa, c’è però la sensibilità al calore. Pentole e padelle appena tolte dai fornelli potrebbero provocare sulla superficie macchie o crepe per l’importante differenza di temperatura. Pertanto, è importante evitare questo tipo di contatto e di utilizzare delle protezioni come dei sottopentole.

 

Piano di lavoro Dekton

Una superficie Dekton è una superficie ultracompatta che impiega l’esclusiva tecnologia Sinterized Particle, un processo altamente innovativo che riflette il cambiamento metamorfico della pietra nel momento in cui viene sottoposta a pressione e alte temperature per migliaia di anni. Liscio e non poroso, si ottiene lavorando una miscela di materiali pregiati come vetro, ceramica e quarzo.

Questo tipo di piano ha un’estrema resistenza agli urti e ai graffi, agli shock termici, ai raggi UV e agli acidi dei detergenti più invasivi, guadagnandosi il primo posto tra i top per performance e stile, giustificando il prezzo molto alto.

Se avete trovato utile la nostra guida e volete un ulteriore supporto alla progettazione del vostro piano di lavoro, potete contattarci e chiederci una consulenza. Saremo lieti di chiarire ogni dubbio e ispirarvi per la creazione o il rinnovo della cucina dei vostri sogni.